Dopo il successo riscosso lo scorso dicembre con l'interessante conferenza sulla cometa di Natale, Luca Buzzi, ricercatore dell'Osservatorio Astronomico del Campo dei Fiori, è tornato nella nostra sede per parlarci questa volta di asteroidi e della loro potenziale pericolosità per il nostro pianeta.
Gli asteroidi si sono formati circa 4 miliardi di anni fa quando, per condensazione di una nube eterogenea, ha avuto origine il sistema solare. Possono avere natura rocciosa o essere corpi ghiacciati che, passando più volte vicino al sole, danno poi origine alle comete.
La forma degli asteroidi è variabile, come pure le loro dimensioni (dai pochi metri a centinaia di km), e viene misurata con telescopi o radiotelescopi. La differenza tra asteroidi e stelle, che al telescopio possono sembrare uguali, consiste nel fatto che le stelle sono fisse, non si muovono, mentre gli asteroidi sono corpi in movimento. L'unico modo che abbiamo per scoprirli è fotografare più volte a intervalli di tempo regolari una porzione di cielo e scoprire se qualcosa si è mosso. Questa mappatura deve essere effettuata per tutta la volta terrestre. All'Osservatorio del Campo dei Fiori, Luca Buzzi gestisce, tra l'altro, il programma scientifico di monitoraggio degli asteroidi, che ha portato la struttura a collocarsi tra i primi osservatori al mondo per l'osservazione di questi piccoli corpi celesti. Una curiosità: l'asteroide numero 6517 è stato dedicato proprio a Buzzi.
Istituito nel 1984 su idea e impulso del prof. Salvatore Furia, con l'intento di tutelare l'ambiente e il territorio ivi contenuti soprattutto da speculazioni edilizie che a quel tempo si profilavano all'orizzonte, il Parco Regionale Campo dei Fiori sorge a ridosso di un'area tra le più abitate della nostra zona.
Benché in origine la funzione dei parchi fosse appunto solo quella di tutela ambientale, le recenti direttive regionali prevedono che nella loro gestione si tenga conto del fatto che la popolazione ne deve fruire. Ecco quindi l'esigenza di creare reti ecologiche per trasformare il Parco da isola in sistema. La tutela delle biodiversità, lo studio dell'ambiente per capire come possa essere compatibile col fatto che la popolazione ne possa godere, sono diventati quindi una priorità.
Tutto ciò in aggiunta a un ritorno agli antichi convincimenti secondo cui i boschi debbano di nuovo essere manutenuti, soprattutto nell'ottica di prevenzione dagli incendi, visti i devastanti episodi dell'autunno 2017 al Campo dei Fiori e dell'inizio di quest'anno sulla Martica.