
Domenica 13 giugno inizia le sue corse gratuite il bus promosso dal Comune di Varese in collaborazione con le Autolinee Varesine.
La notizie riportata su "Varese Informa" e su "VareseNews"
Un maschio e una femmina adulti, alti intorno ai 160 centimetri, con qualche problema respiratorio a causa dei polmoni anneriti per avere respirato l’aria della lavorazione dei minerali di rame. Sofferenti di artrosi, i denti rovinati a furia di masticare farina di cereali impastati con la sabbia, fibre vegetali, pelle e tendini. Ma ingegnosi, capaci di usare l’ascia di pietra e la scapola di cervo come zappa, di lavorare la corda in fibra vegetale, di filare e tessere con un rudimentale telaio, di costruire vasi, olle e strumenti con la selce, oggetti d’osso e di corno. E, soprattutto, di costruirsi una capanna sulla palafitta.
È l’identikit dell’abitante tipo dell’Isolino Virginia nella fase iniziale dell’età del Rame, fra 3350 e 3100 anni fa, in tutto e per tutto simile a Ötzi, l’uomo di Similaun, la mummia ritrovata nel 1991 in Val Senales e conservata nel museo archeologico dell’Alto Adige a Bolzano. I villaggi palafitticoli avevano allora poche capanne, due o tre al massimo, costruite sui pali conficcati nella terra asciutta o sulla battigia, come quelle appunto dell’Isolino, che l’acqua ha protetto per secoli. Poche decine di persone per ogni villaggio.