Il nostro carissimo Amico Vanni ci ha lasciato, un terribile male se l'è portato via, consumandolo pian piano.
Era uno dei "ragazzi del Prof. Furia", del gruppo storico che lo ha aiutato a realizzare la Cittadella in vetta al Campo dei Fiori, fino a presiederne le attività, dopo la scomparsa del Prof., in alternanza con Luca Molinari.
Da sempre presente anche nella nostra Associazione, anch'essa voluta da Furia, dapprima come consigliere e poi, per tanti anni, come Presidente del Collegio dei Revisori, Vanni era un punto fermo. La sua pacatezza e obiettività innate ci hanno aiutato spesso a superare i momenti di tensione che anche in una associazione di volontariato come la nostra si sono verificati.
Personalmente, lo ritenevo un vero amico, di quelli che magari non vedi tutti i giorni ma che, al momento del bisogno, sanno sempre come aiutarti.
È uno dei più grandi esperti del Sacro Monte sopra Varese, un “grande amore” che ha studiato, raccontato e illustrato in decine di articoli di giornale e di libri. Alcuni dei quali, a nostro avviso, dovrebbero stare in ogni casa di Varese. Parliamo del professor Silvano Colombo, 82 anni, scrittore, storico e critico d’arte, divulgatore facile da leggere e prodigo di aneddoti, autore di preziosi volumi sul patrimonio d’arte varesino con particolare riferimento all’ambito religioso del ‘600. Un uomo innamorato dell’arte a tutto campo. Ha scritto guide di turismo, monografie su Castiglione Olona e Castelseprio, ha raccontato il barocco e i segni del ‘700 a Varese, i segreti di S. Vittore, i capolavori Liberty e i prediletti Caravaggio, Bodini, Baj e Giovanni Carnovali detto Il Piccio. Ha collaborato con Piero Chiara, Luigi Zanzi, Carlo Alberto Lotti, Vivi Papi e altri protagonisti della cultura varesina degli ultimi cinquant’anni.
Il professore: “Io burbero? No, sono una persona alla mano”
Il suo nuovo lavoro, che ha presentato il 14 ottobre in sala Morselli a Palazzo Estense con la direttrice della Biblioteca Civica Chiara Violini e l’attrice Betty Colombo, è una sorprendente autobiografia. Un “libretto”, per usare le sue parole, che racconta la vita di un ottuagenario e ha un titolo provocatorio, “Una persona alla mano” (edizioni Menta e Rosmarino): “Quasi una risposta – spiega - a chi non mi conosce bene e pensa che sia una persona burbera”. Un centinaio di pagine in formato semi-tascabile, curato artisticamente dalla figlia Elisa che è anche l’autrice della simpatica copertina e delle decorazioni interne.
Dal nonno Enrico Bianchi erede della gloriosa tradizione campanaria varesina alla lunga direzione della Biblioteca comunale e dei Musei Civici di Villa Mirabello (dal 1965 al 1989), l’autobiografia racconta una carriera straordinaria, passata anche per la fondazione del liceo artistico Angelo Frattini nel 1969 di cui Colombo fu uno degli ideatori con Angelo e Vittore Frattini, il professor Eros Pellini e l’onorevole Giuseppe Zamberletti (il professore insegnava storia dell’arte). “È un libro di ricordi scritto con l’estro, la leggerezza di mano, l’immediata comunicazione con il lettore e la superiore eleganza spesso venata di humor”, spiega nella prefazione l’editore Alberto Palazzi.
Le più belle fotografie della vita professionale e privata
Ma è anche un excursus sulla vita privata. “Silvano Colombo è una persona alla mano più di quanto si possa immaginare – aggiunge la “figlia adottiva” Elisa Gians – Lui con la sua collezione di cappelli sempre in testa e la mano calda pronta ad accogliere chiunque. Il mio caro papà Sergio era morto nel 1992 di SLA e nel mio cuore c’era solo disperazione e rabbia. Ricordo le parole di Silvano la prima volta che lo incontrai e rivolgendosi a me e a mia sorella disse: “Facciamo una società?”. Nessuna mezza misura, coraggioso e determinato nel prendersi a carico, unito dall’affetto per mia mamma, anche due figlie. Lui è così. O tutto o niente”.